Non possiamo pretendere che le cose cambino…

La crisi. Ho trovato queste frasi, attribuite ad Albert Einstein, sulla crisi. Quindi ho pensato sarebbe fantastico se noi comprendessimo il mondo  da questo punto di vista. Una visione più deterministica, che non ci pertmetta a vederci come vittime del mondo:

“Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose. La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E’ nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere ‘superato’.

Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi, è la crisi dell’incompetenza. L’inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c’è merito. E’ nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla”.

Tratto da Il Mondo come Io lo Vedo di Albert Einstein, 1931

 

Albert Einstein è una delle maggiori figure del Novecento, non solo perché la sua teoria della relatività ha rivoluzionato l’interpretazione del mondo fisico: nonostante uno sconfinato amore per l’isolamento, utilizzò la grande visibilità che il premio Nobel per la Fisica del 1921 gli aveva dato e la spese in grandi battaglie. Pacifista convinto in anni in cui esserlo era difficile, parlò e scrisse spesso con toni caustici contro il militarismo:

“Che un uomo possa trarre piacere dal marciare in formazione sulla scia di una banda basta a farmelo disprezzare. E’ stato fornito del suo grande cervello solo per sbaglio; gli sarebbe bastata la spina dorsale), si adoperò per superare i nazionalismi, per costruire l’Internazionale della Scienza e sostenere la libertà in ogni sua forma. “ Gli ideali che hanno illuminato il mio cammino,” scrive nel brano che dà il titolo al libro “sono stati la verità, la bontà e la bellezza. […] Gli oggetti comuni degli sforzi umaniproprietà, successo pubblico, lussomi sono sempre sembrati spregevoli.

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