“I Fedeli”, mostra di Laura de Santillana

Mancano pochi giorni ancora per visitare la meravigliosa mostra di Laura de Santillana- “I Fedeli”- presso il Museo Francesco Messina di Milano.

Il curatore, Sabino Maria Frassà, introduce così l’esposizione dell’artista: “nella Chiesa di San Sisto Laura de Santillana colloca 20 sculture di ferro e vetro, tutte bianche o trasparenti, ad eccezione di quattro “libri” rossi. Il dialogo tra vetro, luce e spazio innesca una forte empatia, suggestioni mutevoli e personali, attraverso le quali l’artista invita noi tutti a colmare il nostro vuoto interiore e a ricercare in noi stessi (e non all’esterno) le risposte, la saggezza e l’equilibrio. Allo spettatore non resta che vivere questa mostra in silenzio, come una preghiera.”

Laura de Santillana sembra voler identificare certi spazi vuoti, abbandonati a sé stessi, come metafora dell’assenza di pensiero e logica nella nostra società, vacuità che si presta ad essere colmata dall’estremismo ideologico e altre forme di dolore e assenza. Eppure l’artista ripudia una visione mistica; la sua è piuttosto una riflessione non priva di amarezza e tuttavia colorata di speranza, è pura sperimentazione per vedere fino a che punto può arrivare la materia, come può essere modificata, declinata, interrogata e sublimata.

All’ingresso, rimarrete pieni di stupore nel contemplare il trittico “800, 820, 840”, temperatura a cui sono state realizzate le sue sculture che si delineano come il collasso del vetro soffiato. Opere che sprigionano tutto l’amore dell’artista per la ricerca, la volontà di sperimentare un’ipotesi e testare le possibilità che la realtà, metafora della vita nel suo aspetto più aleatorio, ci offre e mette a disposizione. Mi ritorna in mente il lavoro inedito di Garcia Lorca: “Il giardino dei semi non fioriti”, in cui lo scrittore-tra i più acclamati della generazione del ’27- tratta proprio il tema della poliedricità del reale, delle sue infinite declinazioni, delle possibilità che, seppure ignorate, non cessano di esistere e germogliare nella nostra fantasia o nella fantasia di un altrove, luogo ideale o forse utopia.

In foto, l’opera “I Fedeli”, la quale si compone di una pala di altare con quattro tavole di vetro amaranto su cui però non vi è scritto nulla- e quindi, se vogliamo, dicono tutto- e una serie di opere sempre in vetro a rappresentare, per l’appunto, i fedeli. Poche volte nella vita sono stata ammaliata in questo modo da un’opera d’arte, suggestiva perchè si configura come un dedalo di ipotesi, risposte che diamo all’assenza di certezze e che in questo senso si ammantano di trascendenza.

La mostra è presentata dal Comune di Milano e dall’associazione Giorgio Pardi, progetto cramum ,ideato e fondato da Sabino Maria Frassà.

Cenni biografici:
Laura de Santillana nasce nel 1955 a Venezia, è tra le artiste italiane più famose al mondo. Nel 2009 partecipa alla Biennale di Venezia. Sue opere sono state esposte o fanno parte di numerose collezioni pubbliche o private, tra cui Museo Vetrario di Murano, Venezia, Italia, The Corning Museum of Glass, New York, NY, USA, Victoria and Albert Museum, Londra, Gran Bretagna, Metropolitan Museum of Arts, New York, NY, USA, Seattle Art Museum, Seattle, WA, USA, MUDAC, Losanna, Svizzera, Museu de Arte de São Paulo, San Paolo, Brasile, Musée des arts décoratifs, Parigi, Francia, Kunstmuseum im Ehrenhof, Düsseldorf, Germania, Kunstsammlungen der Veste Coburg, Coburgo, Germania.

Nel 2015 aderisce al progetto cramum e partecipa alle mostre Vox Clamantis e Oltre Roma, curate da Sabino Maria Frassà.

Informazioni utili:
Sarà possibile visitare la mostra fino all’8 di gennaio, da martedì a domenica dalle ore 10.00 alle 18.00.
Museo Francesco Messina, via San Sisto 4/A, Milano

  • Chiara Zanetti

 

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