La mappa non è il territorio

Un’importante discorso tenuto alla conferenza annuale del TED  nel 2008 è un esempio pratico di cosa s’intende per: “la mappa non è il territorio”. È una frase comune nel gergo delle discipline psicologiche, ma anche un assioma fondamentale della “Neurolinguistic Programmation”. Ciò vuol dire che la nostra rappresentazione della realtà non corrisponde alla realtà stessa, ma cosa ancora più pericolosa è quando deleghiamo la costruzione della nostra rappresentazione a qualcun altro con delle proprie convinzioni ed interessi.

Con grafiche e statistiche impressionanti alla mano, il capo di Public Radio International, Alisa Miller, parla del perché – malgrado gli americani abbiano più fame di notizie che mai – i media USA stiano in effetti raccontando il mondo sempre meno agli americani:

<<In che modo le notizie formano la nostra visione del mondo? Ecco il mondo come appare guardando le terre emerse. 

 

Ed ecco come l’informazione fa sembrare il mondo agli americani. 

Questa mappa mostra il numero di secondi che i network americani hanno dedicato a nuove storie, nazione per nazione, nel Febbraio 2007, proprio un anno fa. 

In quel mese, la Corea del Nord accettò di smantellare i suoi impianti nucleari, ci fu una terribile inondazione in Indonesia, e a Parigi, l’IPCC ha pubblicato uno studio che conferma l’impatto delle attività umane sul riscaldamento globale. Eppure, il 79% delle notizie riguardavano gli Stati Uniti. E quando lasciamo da parte gli USA, e guardiamo al rimanente 21%, vediamo molto Iraq, quel grande spazio verde al centro, e poco altro. Russia, Cina e India messe insieme, per esempio, raggiungono solo l’1% di copertura.

Ed ecco che aspetto aveva il mondo, analizzando tutte le storie nuove. Tranne una. Sapete che storia era? La morte di Anna Nicole Smith! Questa storia ha oscurato ogni nazione a parte l’Iraq ed ha ricevuto dieci volte la copertura dell’IPCC report. E questo trend continua quando sentiamo che Britney ha messo su pancia, di recente.

Ma perché non siamo informati di più sul mondo? Una delle ragioni é che i network hanno ridotto del 50% il numero delle loro sedi estere. A parte i molti mini-uffici dell’ABC, a Nairobi, New Delhi e Mumbai, non ci sono uffici stampa in tutta l’Africa, l’India o il Sud America. Posti dove vivono, messe insieme, più di due miliardi di persone.

La verità é che occuparsi di Britney costa meno, e questa mancanza di copertura globale é ancora più inquietante quando guardate dove le persone vanno a cercare notizie. Le reti locali la fanno da padrona, e sfortunatamente solo il 12% della loro copertura é dedicato a notizie internazionali.

E che dire del Web? I principali siti di notizie non fanno molto meglio. L’anno scorso, Pew Trust e la scuola di giornalismo della Columbia analizzarono le 14000 storie apparse sulla prima pagina di Google News. Tutte ruotavano intorno agli stessi 24 eventi principali. Allo stesso modo, uno studio sui contenuti del web mostra che molte delle notizie create dagli utenti delle U.S.A sono storie riciclate dell’Associated Press e della Reuters. E non inseriscono le cose in un contesto che permetta alla gente di capire come si collegano.

Mettete insieme il tutto, e forse si spiega perché sia i laureati che le persone meno istruite, in America, sanno meno del mondo oggi che vent’anni fa. E se date la colpa alla mancanza di interesse, siete fuori strada. E se date la colpa alla mancanza di interesse, siete fuori strada. Negli ultimi anni, gli Americani che dichiarano di seguire spesso le notizie internazionali sono diventati oltre il 50%

Il problema dunque é: vogliamo che gli americani conservino questa distorta visione del mondo, nel nostro mondo sempre più interconnesso? So che possiamo fare di meglio, e non possiamo permetterci di non farlo. Grazie>>.

L’informazione in America: Alisa Miller@TED

(Credit: TED2008)

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s