« S’ode … passa la Fiumana dell’umanità
genti correte ad ingrossarla. Il restarsi è delitto
filosofo lascia i libri tuoi a metterti alla sua
testa, la guida coi tuoi studi.
Artista con essa ti reca ad alleviarle i dolori colla
bellezza che saprai presentarle
operaio lascia la bottega in cui per lungo lavoro ti
consumi
e con essa ti reca
e tu chi fai? La moglie il pargoletto teco conduci
ad ingrossare
la fiumana dell’Umanità assetata di
giustizia – di quella giustizia conculcata fin qui
e che ora miraggio lontano splende »

-Poesia scritta da Giuseppe Pellizza Da Volpedo, artista.

Con la Fiumana, un dipinto ed una tappa che ha preceduto la realizzazione de “Il Quarto Stato”. Con questa poesia, Volpedo volle sollevare un inno alla globalità della marcia rappresentata. Un corteo che rappresenta la totalità degli individui della collettività («genti correte ad ingrossarla»), coesi per procedere verso la luce di un futuro in cui la «giustizia splende». Si tratta, insomma, di un primitivo esempio di pittura sociale:

 

« È un tentativo che faccio per sollevarmi un pochino dalla volgarità dei soggetti che non sono informati ad una forte idea. Tento la pittura sociale »

(Giuseppe Pellizza da Volpedo)

quarto-stato
Il quarto stato è un dipinto a olio su tela (293×545 cm) del pittore italiano Giuseppe Pellizza da Volpedo, realizzato nel 1901 e conservato al Museo del Novecento di Milano.

(Wikipedia)

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