Questo sensazionale post visto sul social di LinkedIn ha colpito particolarmente la mia attenzione. Un paccheto con dentro 5 patatine contate al “vantaggioso” prezzo di 50€!! insomma un regalo ideale per ogni evenienza… Per capire, gustatevi questo Post (mi dispiace, niente patatine) dove si pubblicizza questo prodotto di lusso.

 

A parte l’ultimo commento che “riassume” un pò ciò che sto per scrivere, e tralasciando un attimo la mole di tecnicismo nel commento precedente.

Ciò di cui stiamo parlando, è semplicemente un servizio con target molto di élite, è un prodotto di lusso. Sui social, mostrando ste cose alla massa non fa altro che generare scherno, rabbia e perplessità. Non ho alcun dubbio del grande lavoro creativo che c’è dietro. Ma certe volte c’è da farsi una domanda: Quale utilità sociale sto portando col mio lavoro, con la mia intelligenza???

La ricchezza fa avere una percezione relativa delle cose, un uomo che può permetterselo lo comprerà per divertimento o curiosità, sarà come dar via 5€. La prima ipotesi è che chi offre questo servizio non abbia bisogno di averne profitto, quindi lo fa per sfizio personale. Altrimenti è come uno “schiavetto” che offre servigi ai più ricchi per farsi buttare 50€ a pacchetto. Tutto il lavoro di immagine, parole elevate e valori ideali non sono altro che una raccolta di insensatezze che sfruttano le conoscenze del marketing.

Comunque sia l’imprenditore, il venditore, l’esperto di comunicazione sono professioni molto nobili e molto impegnative in un mondo competitivo. Il miglior imprenditore è colui che è in grado di rendere qualsiasi attività intrapresa efficiente ed autosostenibile. È proprio questa “opinione comune” che frega molte volte le persone quando scelgono un imprenditore in un qualsiasi governo. Pechè è una mezza verità! È vera, ma incompleta. La bravura tecnica non va di pari passo con l’onesta morale o la capacità di conseguire obiettivi per la propria comunità. L’imprenditore sta all’economista, come il dottore sta al ricercatore scientifico.

Essere molto intelligenti ed avere visioni ristrette della vita può far più danni che progressi a volte. Come sostengono le teorie dello Psicologo Daniel Goleman pubblicate negli anni ’90 in “L’Intelligenza Emotiva”: si può avere un alto “quoziente intellettivo” ed essere comunque ottusi.

Il fatto è che spesso il sistema che ci siamo creati ci convince che dobbiamo pensare in maniera individuale, solo a noi stessi. Invece di poter usare i nostri talenti in maniera collaborativa, far progradire l’intera comunità e fare attenzione a chi è più in difficoltà. Questa sembra una visione utopistica rispetto al creare attività che fanno profitti, ma quest’ultima è una visione semplicemente artificiosa e disumana.

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