Bene! Oggi possiamo dare un bel Knockout alla disinformazione sistemica.

Purtroppo l’informazione è manipolata a favore del profitto economico, del potere, bla bla bla… Ecco ci risiamo, il solito complottista 😂

No! Ma ad esempio, prendiamo un aspetto della nostra vita quotidiana abbastanza importante per tutti quanti. La nostra salute e l’alimentazione che seguiamo!

Lasciando da parte vizi radicati nella nostra società (anche a causa di strategie di marketing del secolo scorso), come: sigarette, coca-cola, mc donalds ecc.

Una delle più radicate forme di disinformazione portata avanti nel settore dell’alimentazione è quella di aziende come Herbalife: società presente sul mercato da oltre 20 anni e quotata in borsa. Presenta, inoltre una solida struttura economico-finanziaria.

Essa è una multinazionale di multilevel marketing, ma non approfondirò i concetti di economia aziendale in questo scritto.

Questa società sostiene fermamente di offrire la miglior gamma di prodotti per la dieta dimagrante e di integratori alimentari. Affermano di avere alle spalle uno staff scientifico ben affermato di cui qualcuno con un Nobel.

Le persone che vendono i prodotti e promuovono il sistema aziendale fanno uso quotidiano dei loro stessi prodotti, il che attesterebbe la loro buona intenzione la fiducia nella bontà di quegli stessi prodotti. Molte volte sono anche brave persone e vogliono la crescita economica sia per loro che per gli altri.

Tant’è vero che spesse volte chi ci avvicina è o un amico o un parente: alcuni li schivano per diffidenza e anche indifferenza riguardo alla questione, altri si trascinano con entusiasmo e positività verso qualcosa di nuovo.

Il punto è proprio qui! Allora come facciamo a sapere se quei prodotti ci fanno bene o se creano dei danni a lungo termine?? Come facciano a conoscere l’origine dei prodotti e di come sono stati trattati? Come facciamo a mettere in discussione gli studi dello staff scientifico che lavora per l’azienda??

Durante gli incontri ci fanno vedere le loro foto prima e dopo la dieta (senza Photoshop). Sempre belli carichi e pimpanti, di come è migliorata la loro situazione economica.

Sul lato economico non ho nulla da confutare in quest’articolo, ma sul lato scientifico e dell’informazione sì. Poiché non ho potuto lasciare domande e dubbi svolazzanti qua e là, ho cercato di approfondire nella maniera più sincera e trasparente possibile la questione.

Offro qui non solo un’argomentazione, ma ricerche scientifiche, articoli ed inchieste effettuate.

Nel link sottostante la Dott.ssa Natalia Realini (biologa nutrizionista) riflette e discute in 10 punti: riguardo a pasti sostitutivi, integratori e la credibilità stessa dei cosiddetti Health Coach.

Herbalife & Co. : 10 spunti su cui riflettere.

Riguardo agli integratori, invece, scrive in un commento sotto l’articolo:

<<Le vitamine sintetiche non fanno male nè causano danni all’organismo, l’integrazione vitaminica in caso di carenze dimostrate è utile. Ci sono tuttavia alcuni studi che hanno dimostrato come le vitamine naturalmente presenti negli alimenti, proprio per il fatto che si trovano insieme ad altre sostanze che ne facilitano l’attività e l’assorbimento, sono più efficaci rispetto ai prodotti sintetici.>>

Quest’altro articolo riporta più di una decina di ricerche condotte sulla differenza che intercorre tra le vitamine assorbite da cibi naturali e le vitamine sintetiche. http://www.mangiaconsapevole.com/vitamine-naturali-vs-vitamine-sintetiche/

Sono ricerche ben documentate e ricche di documenti bibliografici. Tra le conclusioni possiamo leggere:

<< Le tecniche di trasformazione dei prodotti alimentari possono ridurre la quantità di ogni nota vitamina essenziale. La raffinazione del riso ha ridotto le vitamine del complesso B e inizialmente ha portato alla morte in Asia a causa del beriberi. Anche se le vitamine sintetiche vengono aggiunte al riso bianco, esse non contengono le stesse sostanze nutrienti del riso integrale (né la farina bianca contiene le stesse sostanze nutritive della farina integrale nonostante vari anti-nutrienti presenti in quest’ultima).>>

Ed infine:

<< La ragione principale per cui sono state sviluppate le vitamine sintetiche sono il costo, una leva che usano i sostenitori orto-molecolari per dire che l’alto prezzo di quelle naturali sono una truffa, dite voi come possano competere le bacche d’acerola del Brasile con il mais OGM cinese per produrre vitamina C naturale e acido ascorbico, rispettivamente. Una ragione secondaria probabilmente era la standardizzazione (è più difficile da standardizzare il cibo), tra cui la stabilità.>>

L’AUTORITA’

A questo punto ci chiediamo: “Caspita!! E tutta quella comunità scientifica, dottori, sponsor, sportivi di fama mondiale cosa ci fanno insieme a tutto ciò??

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Herbalife infatti sponsorizza numerosi atleti (tra cui Cristiano Ronaldo e Lionel Messi), squadre sportive, e manifestazioni sportive a livello internazionale. Per di più vanta di avere nel proprio comitato consultivo per la nutrizione un premio Nobel in medicina (Louis Ignarro, Nobel nel ’98) ed un ex direttore della FDA (Vasilios Frankos, ex direttore alla U.S. Food & Drug Administration).

Come possiamo mettere in discussione la credibilità e l’autorità di tutte queste figure?

Di fatto questo non è l’unico caso esistente di premi Nobel che prestano la loro credibilità scientifica al servizio delle campagne pubblicitarie di grandi multinazionali. Un altro caso è stato quello di Luc Montagnier, premio Nobel in medicina nel 1983 (per essere riuscito ad isolare il virus dell’AIDS). Montagnier fù uno dei maggiori promotori degli integratori “Immun’Age” (integratori estratti dalla papaya fermentata) per il presunto potere curativo di malattie degenerative oltre agli effetti anti-invecchiamento.

Nel 2004, afferma Silvio Garattini, direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Negri di Milano: «Ancora non riesco a capire come un ricercatore dello spessore di Montagnier possa farsi promotore di un preparato del genere. Non perché si tratti di un integratore, ma perché non esistono a tutt’oggi studi che ne abbiamo dimostrato l’efficacia. Non si può consigliare una sostanza se niente dimostra che funzioni».

Nell’articolo viene citata poi Adriana Maggi, direttore del centro di eccellenza per la malattie degenerative del cervello dell’Università di Milano «Ben vengano studi sull’estratto di papaya e l’invecchiamento cerebrale. Noi non abbiamo niente in contrario, ma per ora quel che vediamo è solo un fenomeno commerciale, di ricerca neanche l’ombra».

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2004/03_Marzo/10/papaya.shtml

Scopriamo poi che nel settembre 2014 l’Antitrust emana una sanzione di 250’000 € ritenendo ingannevole la campagna pubblicitaria del notissimo integratore a base di papaya!

Ecco il link contenente il documento emanato dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato:

http://www.agcm.it/component/joomdoc/allegati-news/PS9400_scorrsanz_omi.pdf/download.html

Nel 2015, comunque, dopo diversi processi la TAR LAZIO poi ha annullato la sanzione amministrativa contro l’azienda.

Bene! Come ben sappiamo la scienza è un metodo di ricerca della verità e di comprensione della natura.

Dunque nella scienza non esiste nessuna autorità! Questo concetto è sempre stato esplicitato addirittura da figure come Richard Feynmann e Leonardo Da Vinci.

“Chi disputa allegando l’autorità, non adopra l’ingegno, ma piuttosto la memoria.” – Leonardo Da Vinci

La scienza è in crisi

Cosa possiamo dedurne quindi? Che non possiamo sapere la verità neanche con la scienza? La disinformazione è arrivata addirittura all’interno di quel mondo che consideriamo sicuro ed attendibile?

SI!!

Ma possiamo anche comprenderne la causa e arrivare a sapere della situazione stagnante della comunità scientifica moderna.

Oggi, come dice il titolo dell’articolo seguente: “La scienza è in crisi!”

http://saluteuropa.org/scoprire-la-scienza/la-scienza-crisi-ricercatori-non-sanno-piu-riprodurre-confermare-molti-degli-esperimenti-moderni/

Questo documento riporta come sia saltata fuori la totale mancanza del “criterio di riproducibilità” nella maggior parte degli esperimenti scientifici odierni.

Nell’articolo l’autore informa che:

<<Recentemente Nature, una delle più prestigiose riviste scientifiche al mondo, ha pubblicato un articolo nel quale si è dimostrato come più del 70% delle ricerche scientifiche prese in esame avesse fallito i test di riproducibilità1; nonostante ciò sono state pubblicate, diffuse e citate da altri ricercatori come base dei loro stessi esperimenti.>>

Troverete poi una lista con le relative fonti bibliografiche da poter verificare.

Oltre all’articolo, rilasciamo anche la trasposizione video dell’inchiesta pubblicata dal Dott. Messora:

Con questa estenuante ricerca non si vuole togliere credibilità alla scienza, ma offrire un potere critico verso l’informazione che ci circonda e che può danneggiare la nostra salute. Non stiamo parlando di ideologie! Ma della nostra salute! Quello che conta è sapere distinguere le centinaia di Herbalife che abbiamo attorno, non abbatterne una e lasciare che le altre fagocitino la gente.

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